NOI LIGURI CHI SIAMO DA DOVE VENIAMO.

 

INTRODUZIONE:

Oggi, Liguri in Liguria, dopo le immigrazioni degli ultimi 60 anni, siamo rimasti in pochi, ma in Europa i recenti studi sul D.N.A. dei popoli, fatti da esperti etnologi, dimostrano che ceppi degli antichi liguri, ( Cro Magnon), si trovano nella Provenza, in Piemonte, nell'alta Lombardia, nel Piacentino e nell'alta Liguria, oltrechè i popoli Baschi. Da questi studi si scopre che forse i popoli Baschi hanno conservato il più forte D.N.A. degli antichi liguri. La verità comunque è che il popolo ligure è uno dei pochi popoli autoctoni dell'Europa nord-occidentale. Da ricordare che la regione Lombardia, ha adottato come simbolo della regione stessa la "Rosa Camuna" a ricordare le origini Camune. I Camuni erano una tribù ligure che viveva in Val Camonica,  al contrario della regione Liguria che ha adottato come simbolo una caravella stilizzata che sembra un lucchetto. Un lucchetto che fa pansare ad un popolo prigioniero di una cultura contro la propria storia. Oltre al fatto che dare come  simbolo, alla regione dei liguri, la caravella di Cristoforo Colombo  non rappresenta i liguri, ma solo la ex Repubblica di Genova. A chi dà fastidio la storia , la cultura e la provenienza di uno dei popoli più antichi d'Europa? Per conoscere la nostra storia leggete  i file susseguenti: Chi siamo, da dove veniamo.........

 PREMESSA :

Rincorrere le tradizioni come l'Eldorado perduto, secondo una visione profondamente condizionata al romanticismo, non è  di certo il modo migliore per salvaguardare la nostra cultura dall'imquinamento delle manipolazioni. Un punto fermo sul quale non è possibile transigere, è costituito dalla consapevolezza che noi tutti siamo figli della tradizione, pertanto salvaguardarla è una delle strade più idonee per mantenere viva la nostra dignità culturale.

 

UNA COMUNE IDENTITA':

35/40.000 anni fà compare l'uomo di "CRO-MAGNON ( Homo Europeus. ): alta statura, dolicocefalo, ( cioè con cranio allungato ) mento sporgente, fronte spaziosa, capacità cranica di circa 1500 c.m. cubi.

Ci sono alcune banali osservazioni che gli "scienziati ufficiali" si guardano bene da evidenziare:

La prima-- non vi è nulla che dimostri anche temporalmente un collegamento tra gli "arcaici" abitanti di Israele e l'uomo di Cro-magnon.

La seconda--nasce dal fatto che 40.000 anni fa esistevano specie diverse del genere Homo, che non si capisce che fine hanno fatto.

La terza--in fine è che stando a certe logiche, una sola specie migrando e contemporaneamente evolvendosi avrebbe dato, nell'arco di circa 40.000 anni, origine al sapiens sapiens europeo.

Quest'ultima ipotesi appare francamente assurda. Un simile lasso di tempo è infatti troppo limitato per un cambiamento così radicale ed è sicuramente privo di un qualsiasi riscontro. Ciò non bastasse vi è ancora chi è convinto che l'uomo di Neanderthal, che visse in Europa e nel medio oriente tra i 100.000 e 300.000 anni fa, sia stato l'antenato del Cro-magnon.

CRO-MAGNON,  trovati resti di : 30.000 anni fa ai Balzi rossi,- ( Ventimiglia )---e----11.000 anni fa alle Arene Candide ( Finale Lig. ) , nella penisola Iberica e ad Altamura ( Cantabria ).

18.000 anni fa i ghiacciai determinarono quasi una spaccatura tra l'Europa occidentale ( Penisla Iberica, Francia, ed Italia settentrionale ) e quella Orientale. 10.000 anni fa inizia l'era dei grandi sconvolgimenti climatici, ambientali e faunistici. Steppe e tundre vengono sostituite da boschi e foreste causando lo spostamento a nord di grossi erbivori come i bisonti, alci, renne, provocando con ogni probabilità, l'estinzione dei mammut. Una parte delle popolazioni certamente si spostò a nord. E' da collegarsi a questo periodo l'inizio della presenza umana in Scandinavia e in ciò sarebbe logico vedere, negli attuali abitanti di questa regione, i più diretti discendenti del Cro-magnon. Alle Arene Candide ( Finale ), datazioni al carbonio, hanno indicato al 5.500 circa A.C.  l'inizio del Neolitico, una data perfettamente coerente che conferma, a cavallo tra il VII e VI millennio, l'avvio della pratica agricola in quest'area. Uno dei tanti elementi sfruttati dai guastatori dell' Homo Europeus è quello dell'incremento demografico generato dall'agricoltura, che avrebbe di fatto cancellato le originarie popolazioni mesolitiche a favore dei nuovi venuti.

1) I Liguri, vale a dire le popolazioni dell'Europa mediterranea occidentale, praticavano l'allevamento in siti costieri.

2) Ciò avveniva prima che la Corsica fosse popolata, quindi in un periodo precedente all'apparizione dell'agricoltura nell'isola, ( circa 6000 anni A.C. ).

3) Fu la mancanza di pascoli, conseguenza di un'eccedenza demografica, a spingere i Liguri a raggiungere la Corsica, perfettamente visibile da lunghi tratti di entrambe le riviere nei giorni di sereno e, come conseguenza logica, ciò sarà la causa del successivo popolamento della Sardegna.   (La Corsica era considerata l'inizio dell'agricoltura.)

Se qualcuno , a questo punto, avesse ancora dei dubbi, si vada a vedere la mappa elaborata da: Cavalli-Sforza, Piazza e Menozzi, utilizzando 95 geni su campioni di popolazini europea. In quella mappa, che gli autori definiscono" Il più importante paesaggio genetico dell'Europa", appare in maniera chiarissima ancora oggi  perfettamente definita, l'area della Ceramica Impressa. Gli autori, nel loro tentativo di favorire la tesi migrazionista, indicano nel progressivo avanzamento dell'agricoltura, l'origine delle varianti genetiche da sud a nord. Ipotesi che la stessa cartina smentisce, dimostrando come esistono differenze marcate anche da ovest ad est ( gli Italiani nord occidentali sarebbero più vicini alle popolazioni Iberiche del centro- nord che a quelli nord-orientali o del centro Italia), ed indicano legami genetici in totale controvertenza, che stando all'interpretazione migrazionista, avrebbe portato le popolazioni agricole, sempre provenienti dal Medio oriente, prima nell'estremo meridione spagnolo che nel resto della penisola Iberica e, assurdo degli assurdi, nella Scandinavia del nord, prima che nei paesi bassi.  Le genti originarie non furono, perciò come si vorrebbe far credere, soppiantate da  quelle provenienti inizialmente dal Medio Oriente, ma grazie alla pastorizia ed in seguito all'agricoltura, furono in grado di rafforzarsi, contrastando così ogni tentativo di penetrazione da est. Linguistcamente parlando è infatti incontestabile che tutte le antiche parlate occidentali non siano indoeuropee, come: l'Iberico, il Pittico, il Ligure, l'Etrusco, il Retico ed il Piceno settentrionale. Cesare indica come celtiche ( galliche ) solo un terzo delle popolazioni della Gallia, e non quelle per la precisione tra l'Aquitania ( Francia centro orientale ), abitata da genti simili agli Iberi e ancora oggi regione ricca di toponimi Baschi e l'attuale Belgio, dove erano presenti tribù non indoeuropee. In precedenza Esiodo, in un frammento databile alla fine del VIII secolo A.C. definiva col termine Ligys ( Liguri ) tutte le popolazioni dell'Europa occidentale, mentre ancora nel IV secolo A.C. il geografo greco Scilace di Carandia, indica dalle  coste della Catalogna al Rodano Iberi e Liguri e solo Liguri Dal Rodano all'Arno, che segna il confine con gli Etruschi. Che il concetto di  celticità poggi su basi assolutamente opinabili è confermato dal fatto che esso fu associato in senso linguistico alla Gran Bretagna e all'Irlanda per la prima volta solo in epoca moderna, mentre in precedenza esso era stato riferito unicamente al gallico transalpino. Fu agli inizi del 1800 che un gruppo di studiosi francesi massoni come Johaneau,  Dulaure, Maugourit ed il gruppo dell'Accademica Celtica, sulla scia della raccolta di poemi gaelici titolati Ossian, spacciati per antichi mentre in realtà risultarono scritti, alla fine del XVIII secolo D.C., dal loro curatore Mac-Pherson, diedero vita ad un filone di pensiero pseudo-storico e pseudo-scientifico, che contrapponeva in chiave esplicitamente nazional-giacobina, l'identità celtica a quella etnica. Non esiste nessun serio collegamento linguistico che possa unire in " prospettiva celtica"  il gallico al brittonico. Storicamente non è documentata alcuna invasione gallica in Britannia e lo stesso Cesare ci parla di popolazioni autoctone non celtiche. L'indagine del gruppo di studio H.la della  Società Italiana di Immunoematologia ( Siits-Aict ) nei cui atti si può chiaramente leggere che il corteo genetico degli italiani è in sostanza ancora quello dell'età del ferro: ( 1000-300 anni A.C. ), e mostra la compattezza dell'area comprendente l'Italia nord occidentale, l'Occitania, e tutta la penisola Iberica centrosettentrionale, vale a dire la sede storica degli antichi Ligys a pieno titolo diretti eredi, quindi, della remota Cultura Neolitica della ceramica impressa. Ciò prova il fatto che all'arrivo dei Romani, le popolazioni di quest'area e dell'Italia avevano raggiunto una densità tale che non era più possibile mutarne le caratteristiche genetiche. Altrettanto chiare appaiono le carte elaborate in base alla distribuzione, in Europa, dei gruppi sanguigni che evidenziano ad esempio come il gruppo 0 sia di gran lunga il più rappresentato nell'Europa occidentale, con percentuali 75-80% ( Scozia -Irlanda ) e 60-65% ( Germania- Penisola Scandinava meridionale-Penisloa Iberica meridionale). Roma non potè snaturare l'identità profonda dei popoli europei, influì però enormemente sulla loro cultura.

Dagli studi di :  Flavio Grisolia-Renato Del Ponte-Piero Barbieri- Cavalli Sforza -Piazza, e Menozzi. Abbiamo anche consultato, per non cadere in una tesi a nostro favore, ma, Luigi Schiapparelli 1880,-L.Bonaparte,-E. Celesia,-J.Ewald,-A.A.Retzius,-G.Villani,-Withner, ed altri,  arrivano tutti, alle stesse conclusioni.

 

Dobbiamo comunicare, polemicamente per dovere di cronaca, che alla Regione Liguria  dei Liguri e della loro storia NON INTERESSA NULLA.   Grazie.                                                                                                                                                                       Il presidente dell'Associazione  Ligys   Giovanni Damele.

 

D.N.A  Da uno studio recente dei discendenti degli Antichi Liguri:

italia dna ligure.pdf (147352)

 

 

 

 

 

 

 

 

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